INTRODUZIONE


Marsala (Maissala nel dialetto locale) è un comune di 79.600 abitanti in provincia di Trapani ed anche il primo comune per popolazione del libero consorzio comunale di Trapani ed il quinto della Sicilia.
La città è famosa per lo sbarco di Garibaldi e dei Mille dell'11 maggio 1860 e per la produzione dell'omonimo vino Marsala, per cui, dal 1987, è Città del Vino.
A parte le tradizionali funzioni liturgiche che vanno dalla benedizione dei rami di ulivo della Domenica delle Palme alla S. Messa "In Coena Domini" con il rito della "Lavanda dei piedi", seguita dalla visita ai Repositori o "Sepolcri" del Giovedì Santo, è con l'inizio del "Triduo Pasquale" che le celebrazioni popolari della Settimana Santa entrano nel vivo a Marsala.
Il Giovedì Santo, partendo dalla Chiesa di Sant'Anna ed organizzata dalla Confraternita di Sant'Anna, si svolge la Sacra Rappresentazione della Passione del Signore, una processione che vede personaggi viventi sfilare per le principali vie della città, con grande coinvolgimento emotivo. Suggestive sono le "cadute" del Cristo con la croce, che più volte si ripetono lungo il percorso. 
Chiudono la processione i simulacri di Cristo Morto e dell'Addolorata.
Una commovente rappresentazione della Crocefissione si svolge inoltre nella serata dello stesso giorno.
Il Venerdì Santo invece, dal Santuario di Maria SS. Addolorata esce la processione di Cristo Morto e dell'Addolorata, organizzata dalla Confraternita Maria SS. Addolorata.
Alle ore 14:30 i simulacri di Cristo Morto e dell'Addolorata vengono portati processionalmente presso la Chiesa Madre dove ci sarà la "Celebrazione della Passione del Signore". Al termine di questa, alle ore 17:00 circa, la processione riprende il suo iter per le vie di Marsala per concludersi intorno alle ore 23:00.
La processione del Venerdì Santo è senz'altro meno spettacolare di quella del Giovedì Santo, ma è nel contempo la più sentita dalla popolazione di Marsala.




- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, sulla base di informazioni tratte dal web.
- Foto tratte dal web.


GIOVEDI' SANTO - Sacra Rappresentazione della Passione del Signore

Le origini
La processione del Giovedì Santo di Marsala si fa risalire alla prima metà del secolo XVII, ed ha la sua genesi nella sacre rappresentazioni che, sin dal Medioevo, venivano presentate attraverso commediole, composizioni poetiche o processioni figurate e simboliche, mute e parlate. L'organizzazione della processione era affidata alla Confraternita di Sant'Anna.
Il XVII volume della "Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane" di Giuseppe Pitrè (1841-1916) contiene numerose citazioni ed alcuni brani della lettera con la quale Salvatore Struppa, primo bibliotecario comunale della città, il 23 febbraio 1877 comunicava al Pitrè notizie sulle Sacre rappresentazioni di Marsala, ed in particolare sulla Processione del Giovedì Santo. Da tale fonte si apprende ch,e sotto la guida dei padri Gesuiti, i giovani studenti del collegio, per la prima volta nel 1620, rappresentarono la Tragedia di San Simone e che nel 1635 ebbe inizio la recita della Passione di Gesù Cristo in alcune chiese e Confraternite cittadine.
La confraternita di Sant'Anna, dedita sin dal secolo XVII agli esercizi spirituali e alla penitenza più rigorosa, aveva per obbligo di visitare, vestita di sacco, le chiese delle città nelle ore vespertine del Giovedì Santo. Un vescovo di Marsala, Spinola, fattosi anche esso membro di quella società volle, previa disposizione papale, che tutti i confrati in quella visita e in altre pubbliche comparse, vestissero l'abito vescovile. In processo di tempo cioè, nel secolo scorso (XVIII), all'abito vescovile la confraternita aggiunse una maschera in cera, uniforme, ed uno scudo portato a mano, dov'era dipinta la testa di uno dei personaggi evangelici che fecero od assistettero alla morte del Cristo. Ciò fu chiamato i Misteri.

La processione
Più tardi ancora la confraternita fece una vera processione in cui venne rappresentata la passione di Gesù, con personaggi vestiti del costume dell'epoca. Oggidì la processione è divisa in otto gruppi che riconoscono il loro centro nella persona del Cristo solo ed unico mascherato. Essi sono composti come segue:

1 - Un vessillo rosso con le note iniziali S.P.Q.R., molti personaggi vestiti di un cappuccio chiuso, di un sacco bianco e della mozzetta, portanti ognuno una guantiera coperta di un fazzoletto di seta con limoni, arance, fave verdi, vino, dolci, pane, lattughe: nella parte precedente del fazzoletto va scritto un motto evangelico come "coenaculum magnum", "bibite ex hoc omnes", "accepit panem", "accipiens calicem", "caenantibus autem" etc. e Cristo vestito alla nazarena che benedica il pane
2 - Gli apostoli, fra cui Giuda con i trenta denari nel sacchetto; Cristo catturato e legato; molti soldati "cum fustibus et lanternino"; uno che porta la mano di Malco; un angelo con in mano un calice e una croce.
3 - Cristo ed Erode con tutta la sua corte.
4 - Cristo e Caifasso, San Pietro, l'ancella, uno che porta il gallo.
5 - Cristo vestito della clamide bianca.
6 - Cristo "Ecce Homo", Pilato, pretoriani e manigoldi armati di flagelli, un centurione a cavallo; uno che porta un boccale con le parole "lavavit manu", un altro la colonna con "flagellavit eum", un altro la corona di spine con "posuerunt super caput eius", ed un altro ancora che crudelmente inveisce nel tirar la fune che lega le mani al Cristo.
7 - Cristo che porta la Croce sulle spalle, aiutato dal Cireneo e trascinato da un manigoldo; una fanciulla, la Veronica, che porta spiegato in mano un velo bianco con l'effigie di Cristo, al quale ogni tanto va ad asciugar la faccia
8 - Finalmente un centurione a cavallo, pentito e piangente, Giudei che portano scale con le parole "ascendens eum scala", un calamaio con "scripsit titulum", dei chiodi, dei dadi, la sacra sindone, dei vasi unguentari, dei martelli, i due ladroni Disma e Gesta (dipinti) alzati in croce e la figura anche dipinta del Cristo Crocifisso; indi segue Giuseppe d'Arimatea, Nicodemo, Giovanni, molti fanciulli e ragazze vestite alla giudea che piangono accanto alla salma di Gesù deposto e portato da loro, e la statua di Maria Addolorata che chiude la processione.

"In tempi a noi non lontani i Cristi erano tutti preti e gli altri personaggi erano sostenuti dai nobili e dai borghesi di Marsala; poi con l'andar del tempo, la processione cadde in mano agli operai e ai contadini e spesso, nelle tappe di riposo, dentro la sagrestia di qualche chiesa, si videro Cristi e manigoldi venire alla prese e pigliar cotta bene bene e cavar di tasca il coltello e menar botte da disperati; adesso (1875) però che il fervore cattolico è rianimato nelle masse, i preti ripigliarono il vezzo di sostenere la parte del Cristo in quella processione, la quale, uscendo dalla Chiesa di Sant'Anna nelle ore pomeridiane del Giovedì Santo, transita per le strade primarie del paese, entra e visita quasi tutte le chiese e si ritira sul tardi là donde prendea le mosse.
Molti anni addietro, i personaggi rappresentavano molto al vivo la loro parte; si abbandonavano a gesticolazioni, a scene ed azioni che fu d'uopo proibire da un arciprete Morana, perché molto orrorose e causa di deliri, di svenimenti, di sconciature e di eccessi religiosi.
Adesso la processione va avanti tranquilla e, meno la caduta del Cristo con la croce sulle spalle dentro la Chiesa di San Pietro, la Veronica che asciuga il sangue della faccia del Cristo e Pilato che con l'indice destro, armato di un enorme anello, addita l'"Ecce Homo", non va fatta alcuna altra azione".
(Lettera di Salvatore Struppa, storico, raccoglitore e studioso di tradizioni popolari)

La confraternita di Sant'Anna e l'evoluzione della processione
La Confraternita di Sant'Anna organizza la processione con il contributo materiale di tutti i suoi iscritti.
La Confraternita, istituita dal vescovo don Marco La Cava (1615-1628), che nel 1611 deliberò di edificare la Chiesa omonima, era composta da nobili e cittadini comuni. Nel suo statuto prevedeva che i Confrati nel giorno del Giovedì Santo visitassero Gesù sacramentato, nei cosiddetti Sepolcri, allestiti nelle principali chiese della città, e che un Confrate portasse sulle spalle la croce e gli altri lo seguissero con la statua del Cristo Morto in una lettiga.
All'origine la processione era composta da un solo gruppo, costituito dai nobili della città. In seguito venne creato il gruppo del Cristo con i dodici apostoli; ognuno dei dodici apostoli portava al collo delle figure dipinte su lastre di lamiera, raffiguranti l'effigie dei dodici apostoli. Questi indossavano una veste bianca e un cappuccio che copriva il volto con dei buchi in corrispondenza degli occhi. Negli anni successivi s'introdusse un altro gruppo: Gesù che benedice il pane in mezzo agli apostoli.
Nel 1675 giunsero a Marsala i padri Crociferi o Camilliani che officiarono nella chiesa di Sant'Anna e furono animatori della Confraternita, arricchendo la processione di altri quattro gruppi. I Crociferi si occuparono anche del mantenimento del vestiario, che prima era mantenuto dai nobili. I gruppi introdotti furono:
 - Gesù nell'orto;
 - Gesù dinanzi a Erode;
 - l'Ecce Homo davanti a Pilato;
 - il Cristo che porta la croce.
Gli interpreti dei vari gruppi inizialmente appartenevano esclusivamente alle famiglie dei nobili e dei borghesi; i cinque uomini che rappresentavano Gesù nelle diverse tappe della via della calvario erano religiosi.

Per una migliore rappresentazione scenica del dramma di Cristo ai costumi si aggiunsero le maschere con l'effigie di Gesù nelle diverse espressioni, che venivano prodotte a Marsala da artigiani locali, nella via chiamata "dei santi", oggi via XIX Luglio.
Altre sacre rappresentazioni sceniche si svolsero in città. Nel 1687 presso l'Ex Confraternita del SS. Salvatore, la tradizione locale fa cenno di un "Martirio di Santa Caterina, regina di Alessandria". Anche l'ex chiesetta di San Giacomo sita in via Frisella ospitò in quel tempo sacre rappresentazioni, ed ancora nel 1752, in un magazzino privato del monte di Pietà furono realizzate le prime interpretazioni vocali tra cui: la "Santa Margherita", un Mortorio di nostro Signore Gesù Cristo ed una Resurrezione. Queste esperienze sicuramente confluiranno nella grande ed unica processione del Giovedì Santo.
Nel 1866, con la soppressione degli ordini religiosi, i Camilliani lasciarono la città e la processione del Giovedì Santo perse il lustro e lo splendore di un tempo. Continuò ad essere organizzata da pochi artigiani e volenterosi che a stento riuscivano a mantenere in vita la tradizione.
Infatti all'inizio del XX secolo essa aveva perso il senso del sacro e il profondo messaggio religioso: il vestiario e i costumi dell'epoca spagnola erano andati quasi tutti in rovina. Dopo la prima guerra mondiale (1915-1918) alcuni artigiani cercano di ridare nuovo impulso, rinnovando i costumi e l'intera attrezzatura necessaria alla realizzazione dei riti. Superata la grande crisi conseguente alla prima guerra mondiale, fu il 1920 l'anno della rinascita, quando la Chiesa di Sant'Anna divenne Parrocchia e riprese la cura e l'organizzazione della Confraternita e della processione. Da quel momento l'organizzazione è stata curata dai Parroci che si sono succeduti nel corso degli anni.
Nel 1936 il Dopolavoro Fascista finanziò il rifacimento dei costumi sostituendo i costumi dei protagonisti con quelli dell'epoca giudaico-romana. Nel 1937 si tenne per la prima volta, in piazza Loggia, la rappresentazione sacra del processo di Cristo.
Dal 2013 ha assunto la denominazione di Sacra Rappresentazione della Passione del Signore, per volontà del Vescovo della diocesi mons. Domenico Mogavero.

Itinerario
La processione del Giovedì Santo attraversa tutte le principali vie della città. Nei primi secoli le cadute del Cristo non avvenivano in strada. La Processione eseguiva un breve itinerario, percorrendo solo le principali vie della città, entrava nei tre monasteri della città più importanti dove avvenivano le cadute.

La struttura
Nel corso della storia la processione è stata rimodulata nel numero e nella forma dei gruppi che la compongono e rappresentano le varie fasi del dramma di Cristo:

- Palio
    Un uomo che porta la croce;
    Due personaggi con una tromba e un tamburo ai lati di colui che porta la croce;
    Ragazze vestite di bianco, con cingolo nero che rappresentano la fede (Non più presenti);
    Seguono bambini vestiti da "Signuruzzo" (Signore Gesù) e da "Angeli" un'antica tradizione popolare.

- Gruppo della pace
    Bambine vestite di bianco con ornamenti color verde che portano palme e ramoscelli di ulivo, simbolo della pace, rappresentano l'ingresso di Gesù.

- Gesù con gli apostoli
    Delle ragazze vestite di bianco che portano vassoi con pane, lattuga e frutta che rappresentano l'ultima cena;
   Delle ragazze vestite in costume ebraico con corone d'oro in testa e dei vassoi con agnelli di pasta reale in mano;
    La samaritana con la brocca dell'acqua;
  I miracolati (cieco, emmorroissa ossia donna che perde sangue, il soldato in cui suo servo viene guarito, e le sorelle di Lazzaro che viene resuscitato, l'indemoniato);
    Personaggi che rappresentano alcuni momenti di vita di Gesù (Marta e Maria, il giovane ricco, l'adultera);
    Il gruppo di Gesù con i 12 apostoli.

- La cattura di Gesù
    Dei Giudei con una lanterna, dei lancieri e dei soldati di Caifa per la cattura di Gesù;
    Gli anziani del sinedrio;
    Giuda, con i trenta denari del tradimento, fa la spola tra Caifa e Gesù;
    San Pietro che porta le chiavi del regno del cielo con altri due apostoli;
    Un ragazzo con un gallo in braccio, ricorda il rinnegamento di San Pietro;
    Gesù incatenato.

- Gesù davanti a Erode
    Un porta bandiere a cavallo con due staffieri;
    Quattro giudei e Gesù in tunica bianca con a fianco dei lancieri e dietro altri giudei
    Erode con quattro ministri ai lati, e dietro tre paggetti che gli reggono il manto;
    La moglie di Erode con un seguito di damigelle.

- Gesù davanti a Pilato
    Un giudeo con una tromba e un giudeo con un tamburo;
    Un porta bandiera a cavallo accompagnato da due staffieri con due panetti;
    Tre soldati romani portano le insegne e il labaro;
    Tre lancieri e il centurione a cavallo con due staffieri;
    Barabba con due lancieri ai lati e un ragazzo con una piccola colonna;
    L'Ecce Homo con a fianco due lancieri e dei paggetti che portano i littori;
    Due cerimonieri che portano una bacinella, un boccale e un vassoio con calamaio e penna;
    Ponzio Pilato accompagnato da quattro dei suoi ministri;
    La moglie di Ponzio Pilato Claudia con le dame di corte.

- Gesù con la croce
    Un porta bandiere a cavallo con due staffieri;
    Due ladroni con quattro soldati a fianco;
    Gesù con la croce sulla spalla viene tirato da una corda da un giudeo;
    Il Cireneo aiuta il Cristo a portare la croce e un giudeo con una frusta che percuote il Cristo ogni volta che cade;
    La Veronica con un fazzoletto che asciuga il volto di Gesù ogni volta che cade; l'immagine del volto di Cristo sudato e sanguinante resta impressa nel fazzoletto. Ai fianchi e dietro la Veronica dei lancieri;
    Le tre Marie (Maria madre di Gesù, Maria di Cleofa e Maria di Magdala), l'apostolo prescelto;
    Tre personaggi che portano le tre croci del calvario con Disma e Gesta e l'effigie del Cristo in croce (Non più presenti);
    Due ragazze che portano le scale che serviranno per la crocifissione (Non più presenti);
    Il centurione pentito a cavallo.


- Gesù Morto
    Tre ragazze vestite in nero e in viola che portano il lenzuolo nel quale fu avvolto Gesù (la Sindone);
    Una lettiga portata dalle consorelle con il Simulacro del Cristo morto.

- Addolorata
    Il gruppo delle consorelle, un gruppo di confrati che portano lo stendardo;
    Il consiglio direttivo della Confraternita;
    Simulacro della Madonna Addolorata portato dai confratelli;
    Il baldacchino, il parroco, gli amministratori e le autorità civili e militari;
    Il gruppo bandistico musicale;
    I fedeli della parrocchia che accompagnano la Madonna.

- Testo tratto da "Wikipedia".


 
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Sacra Rappresentazione della Passione del Signore




VENERDI' SANTO - Processione di Cristo Morto e dell'Addolorata

Il
Venerdì Santo, subito dopo la funzione della Passione del Signore che si celebra nella Chiesa Madre, si svolge la processione di Cristo Morto e dell'Addolorata, con uscita dall'omonimo Santuario.
Le statue del Cristo e della Madonna  Addolorata vengono portate processionalmente per le vie del centro di Marsala accompagnate dal Clero, dalle Confraternite, dalle Autorità civili e militari e dai numerosi fedeli.
L'organizzazione è dovuta alla Confraternita Maria SS. Addolorata, la stessa che verso la fine del 1700 affidò la realizzazione della statua della Madonna a un sottufficiale abile nello scolpire il legno. Il militare, di cui s’ignora in nome, realizzò il volto, le mani e i piedi in legno di cipresso, poi il Sacerdote Donato ne completò l'opera con la pittura, realizzando la tunica e il manto in cartapesta.
Alla fine del 1800 si sentì  l'esigenza di proteggere la preziosa statua con un manto di seta dai ricami in oro. 
Di questa processione non si conosce quando abbia avuto inizio.
La più antica attestazione, come riferisce Giovanni Alagna, risale al 20 marzo 1828, quando il Dipartimento di polizia della Reale Segreteria di Stato presso il Luogotenente Generale in Sicilia accordò il permesso al Canonico Michele Sala e al Priore della Congregazione dei Servi di Maria SS. Addolorata, di tenere una processione nella città di Marsala il successivo 4 aprile, giorno del Venerdì Santo.
È certamente una processione meno spettacolare di quella del Giovedì Santo perché non ci sono attori che recitano e non indossano costumi caratteristici, ma è la più sentita. L’emozione dei cittadini e l’empatia per il dolore di una mamma che ha perso un figlio arrivano a un livello di coinvolgimento emotivo quasi tangibile, tanto che ogni partecipante, dalle più alte cariche della città alle persone più comuni pare quasi piangere all’unisono con la Madre Addolorata.
Ogni anno la presenza di un grande numero di persone richiamate da un antico sentimento dimostra l’importanza di questo evento.
Alle ore 14:30 i simulacri di Cristo Morto e dell'Addolorata vengono portati processionalmente presso la Chiesa Madre dove si svolge la "Celebrazione della Passione del Signore"
Al termine si riparte per suggestivo itinerario della processione (dalle ore 17:00 alle ore 23:00 circa) che prevede il raggiungimento dei luoghi simbolo di Marsala fino a Piazza Mameli, per una breve sosta di preghiera,  prima del rientro nel Santuario di Maria SS. Addolorata, che rimarrà aperto fino alle ore 24.00 per la preghiera personale, offrendo ai fedeli un momento di raccoglimento e meditazione.


- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione, sulla base di informazioni tratte dal web.
- Foto tratte dalla pagina facebook "Santuario Maria Santissima Addolorata Marsala".


 
- GALLERIA FOTOGRAFICA -

Processione di Cristo Morto e dell'Addolorata


- Foto tratte dalla pagina facebook "Venerdì Santo a Marsala".

CONFRATERNITA DI SANT'ANNA

Secondo quanto riportato dal Sacerdote Angelo Genna (1720-1788), si narra che un individuo di nome Giacomo Nagone fondò, in una data sconosciuta, una cappella dedicata a Santa Maria di Curò lungo la via conosciuta all’epoca come “dei Santi”.
Nel 1611, la Confraternita di Sant’Anna, fondata dal vescovo don Marco La Cava (1605-1628), decise di erigere una chiesa dedicata a Sant’Anna.
Per evitare la proliferazione di chiese, data la difficoltà di mantenere quelle esistenti per la mancanza di risorse, la confraternita incorporò la cappella fondata da Nagone insieme alle sue rendite nella nuova chiesa e vi trasferì il dipinto di Santa Maria di Curò.
Successivamente, la chiesa passò sotto il controllo dei Crociferi o Camilliani, noti come Chierici Regolari Ministri degli Infermi.
Il loro insediamento a Marsala nel 1675 è descritto così da uno storico dell’ordine: 

    "Fin dal 1672, alcuni nostri religiosi erano stati portati lì per affari privati e, visitando gli infermi, avevano dimostrato la carità secondo il nostro istituto. Di fronte a ciò, nobili e cittadini decisero di accoglierci nella loro città offrendoci capitali ed elemosine sufficienti al sostentamento di almeno dodici individui.
    Il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia dell'anno giubilare 1675, con una solenne processione in cui fu portato l'Augustissimo Sacramento del Vescovo di Mazzara, giungemmo alla chiesa assegnata, che era splendidamente adornata, e ci fu permesso di iniziare il nostro servizio e godere della pietà del popolo".

Nel 1866, con la soppressione degli ordini religiosi, il convento venne confiscato dallo Stato italiano e venduto a Salvatore Amodeo. La chiesa, dapprima, fu assegnata al francescano fra Giovanni di Monte San Giuliano e successivamente al crocifero Pietro Gennaro, il quale ne divenne il cappellano.
La chiesa conobbe un periodo di rinascita quando fu affidata al sacerdote Francesco Sutera: furono intrapresi lavori di restauro e nacque il sodalizio della Sacra Famiglia nel 1888.
Nel 1901, il sacerdote Sutera acquistò la chiesa dal demanio e, sfruttando le nuove disposizioni pontificie riguardanti l’incremento del numero di parrocchie, propose l’elevazione della chiesa a parrocchia. La richiesta fu accolta il 26 luglio 1920 dal vescovo di Mazara, Monsignor Nicolò Maria Audino (1903-1933), ma solo il 13 maggio 1927 fu ufficialmente riconosciuta civilmente con un decreto ministeriale.
Dalla chiesa ha origine la processione del Giovedì Santo di Marsala, oggi conosciuta come Sacra Rappresentazione.

- Testo tratto dal sito "Confraternita di Sant'Anna".
- Foto tratta dalla pagina facebook "Confraternita S. Anna Marsala".

CONFRATERNITA MARIA SS. ADDOLORATA

La Confraternita Maria SS. Addolorata, già denominata dei “Sette Dolori”, fu fondata il 13 agosto del 1746 dal Sac. Gaspare Rallo e da un gruppo di fedeli laici ed aveva la sua sede nella chiesa di S. Giovanni di Rodi.
Nell’ottobre del 1750, essendo cresciuto notevolmente il numero dei soci, la Confraternita, con il permesso da parte del Senato di Marsala, si trasferì nella vicina chiesa della Madonna del Fulmine.
Il 23 aprile del 1753 il Priore Generale dell’Ordine dei Servi della Beata Vergine Maria dei Sette Dolori Fra Giovanni Pietro Fancelli, per accrescere maggiormente la devozione alla Madre dei Sette Dolori, concesse al Correttore (Direttore Spirituale) la facoltà di imporre l’abito del terz’ordine agli iscritti nella Confraternita, canonicamente eretta nella chiesa di S. Maria del Fulmine della città di Lilibeo o Marsala della Diocesi di Mazara, come risulta dal documento conservativo in archivio.
Nella nuova sede, la Confraternita si arricchì di nuovi soci raggiungendo punte altissime mai registrate prima, per cui, durante il rettorato del Sac. Giovanni Tommaso Morana (1770), si avvertì l’esigenza di ampliare la chiesa divenuta angusta, anche per l’aumentata partecipazione di fedeli alle sacre funzioni.
La pianta rettangolare fu trasformata in circolare e l’ingresso fu trasferito sulla piazzetta chiamata dell’Addolorata.
L’esecuzione dei lavori fu affidata al capomastro Pietro Russo e i lavori, come attesta la lapide posta sul prospetto, durarono dal 1786 al 1790. In quell’anno la chiesa veniva aperta al culto e, per la devozione alimentata dai confrati della Congregazione e dallo zelo del Rettore Sac. Giovanni Tommaso Morana verso la Madre dei Dolori, essa fu intitolata a “Maria Addolorata”.
L’opera non era del tutto completa, mancava un’immagine dell’Addolorata, che esprimesse più intensamente il suo dolore rispetto alla statua esistente. La Confraternita affidò l’incarico ad un sottufficiale in servizio presso il vicino quartiere militare, abile nello scolpire il legno. Il militare, di cui si ignora in nome, scolpì il volto, le mani e i piedi in legno di cipresso, mentre il Sac. Donato ne completò l’opera con la pittura, realizzando la tunica e il manto in cartapesta.
Alla fine dell’800 si sentì l’esigenza di proteggere la preziosa statua con un manto di seta ricamato in oro. Quel Simulacro innamorò tutti, commosse tutta la cittadinanza, in quanto esprimeva abbastanza bene il bene il dolore di una Madre che aveva perduto il suo diletto figlio.
Grazie allo zelo mariano dei Sacerdoti, che si sono susseguiti fino ad oggi, dei Confrati e delle Consorelle della Confraternita il culto verso l’Addolorata è divenuto straordinariamente sempre più imponente a Marsala.
La chiesa, elevata a Santuario il 15 settembre 1997 dal Vescovo Mons. Emanuele Catarinicchia, tutti i giorni, in modo particolare il venerdì, ed in tempo di Quaresima, durante la Settimana Santa ed il 15 settembre, festa liturgica dell’Addolorata, è meta di continui pellegrinaggi.
Tutte le manifestazioni in onore di Maria SS. Addolorata ogni anno culminano nella tradizionale processione del Venerdì Santo, organizzata dalla Confraternita.
Il Simulacro dell’Addolorata con il Cristo Morto, dopo la funzione della Passione del Signore, che dal 1994 si celebra nella Chiesa Madre, viene portato in processione per le vie della città accompagnato dal Clero, dalle autorità civili e militari, dalle Confraternite e da una moltitudine di fedeli.
La Confraternita dal 20 Novembre 2000 è iscritta alla Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia.


- Foto tratte dalla pagina facebook "Santuario Maria Santissima Addolorata Marsala".

CONFRATERNITA MARIA SS. IMMACOLATA

 / Testo tratto dal 

VIDEO

 
- GIOVEDI' SANTO -

Sacra Rappresentazione della Passione del Signore

2006




2010



2011




2012



2013

Uscita da Sant'Anna



2014




2015




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- VENERDI' SANTO -

Processione di Cristo Morto e dell'Addolorata

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